Feridun Zaimoglu, German amok

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ph. Florindo Rilli

Non ci sono grandi idee a monte, niente complicazioni che sconvolgono l’esistenza, niente ombre né follia. A quanto pare oggi al pittore impegnato piace unicamente raffigurare oggetti di uso comune: dipinge tazze e bicchieri, e per lui un accendino gettato via è sufficiente a trasformarsi in icona del consumismo. È figlio delle piccole cose, che moltiplica e immerge in una luce epifanica. Impila vecchi barattoli di caffè, ed è tormentato dalla paura che la latta possa luccicare come metallo prezioso, possa rinviare a un ordine trascendentale, metaforico. La “situazione conreta” è la sua espressione favorita, mentre la storia per lui non è altro che la concatenazione di date e cicli transeunti. All’artista oggi non interessa la materia, gli basta conoscere la tensione in superficie; servendosi di trucchi e tecniche pittoriche che ogni mezza calzetta di docente di accademia di belle arti è in grado di insegnare, il pittore impegnato riesce a dare forma passabile alla sua idea. Bisogna buttare in strada simili opere d’arte, esporle alla pioggia, al caldo e all’ira dei passanti: la distruzione di questi quadracci scadenti è un sacrosanto dovere.